Partita Doppia Fitti Passivi: approfondiamo come funziona la loro gestione!
partita doppia e scritture contabili Jan 21, 2026PARTITA DOPPIA FITTI PASSIVI: INQUADRAMENTO NEL SISTEMA CONTABILE E NATURA DEL COSTO
La partita doppia fitti passivi rappresenta una delle voci fondamentali nella contabilità generale delle aziende, e la sua corretta gestione è cruciale per determinare in modo accurato il reddito d'esercizio e la posizione patrimoniale dell’impresa. Questo processo contabile si riferisce principalmente alla registrazione delle operazioni che riguardano il godimento temporaneo di beni di terzi, come gli immobili o altri beni locati, e alla registrazione dei relativi costi, che rappresentano una parte importante dell’attività operativa dell’azienda.
Nel contesto del sistema contabile della partita doppia fitti passivi, il principio che sta alla base di questo metodo è quello di registrare ogni transazione su due conti: uno che evidenzia l'operazione economica (di tipo economico, che impatta sul reddito), e l'altro che rappresenta la manifestazione finanziaria (numeraria, che impatta sul bilancio). Per esempio, se un’impresa affitta un immobile, la registrazione avverrà sulla base del contratto di locazione stipulato. In questo caso, il costo per il godimento del bene, cioè il canone di locazione, sarà un costo che ridurrà il reddito dell’impresa.
In contabilità, i fitti passivi vengono trattati come costi correnti, poiché legati alla gestione ordinaria dell’impresa e con una durata limitata nel tempo. Questi canoni sono iscritti nel conto economico e sono relativi alla classe B “Costi della produzione” del piano dei conti, sotto la voce “Per godimento di beni di terzi”. Pertanto, i fitti passivi rappresentano un costo che incide sulla determinazione del reddito d’esercizio, influenzando direttamente il risultato economico dell’anno.
La logica della partita doppia fitti passivi implica che, oltre al costo del servizio di locazione, si debba anche registrare un passivo, che in genere corrisponde al debito verso il locatore. In altre parole, ogni volta che viene ricevuta una fattura relativa ai fitti passivi, l’impresa dovrà riconoscere sia l’aumento del debito nei confronti del fornitore sia il costo che questo implica per l’attività. Questo meccanismo assicura che ogni operazione di locazione venga registrata in modo completo, tenendo conto sia dell’aspetto economico che di quello finanziario della transazione.
I contratti di locazione, seppur complessi, sono regolati da principi contabili precisi, che stabiliscono come vanno trattati i canoni e come devono essere distribuiti nel tempo. Nel caso di locazioni pluriennali o di contratti con canoni variabili, le aziende devono avere particolare attenzione al principio della competenza economica, che impone che i costi siano attribuiti all’esercizio in cui si verificano effettivamente, non in base alla data di pagamento o di emissione della fattura. Questo principio comporta la necessità di utilizzare strumenti contabili come i ratei e i risconti per adeguare i costi e i ricavi ai periodi di competenza.
LA GESTIONE DEI FITTI PASSIVI NELLA PARTITA DOPPIA: DALLA REGISTRAZIONE ALLA COMPETENZA ECONOMICA
Un aspetto cruciale della partita doppia fitti passivi è l’attribuzione del costo del canone di locazione all’esercizio in corso, che rispecchia il principio di competenza economica. Questo principio stabilisce che i costi e i ricavi debbano essere imputati all’esercizio che li ha effettivamente generati, indipendentemente dal momento in cui avviene il pagamento o la fatturazione. Per esempio, se un’impresa paga il canone di locazione in anticipo, ma il periodo di godimento del bene si estende su più esercizi, la corretta allocazione del costo richiede l’applicazione di risconti attivi e ratei passivi.
Nel caso specifico della partita doppia fitti passivi, ciò implica che la fattura ricevuta per il pagamento del canone di locazione debba essere divisa e allocata correttamente nei periodi di competenza. Questo significa che, se un canone trimestrale copre i mesi di gennaio, febbraio e marzo, ma viene pagato all'inizio di gennaio, l’impresa dovrà registrare un risconto attivo per il mese di marzo, in modo che solo i canoni di gennaio e febbraio vengano attribuiti correttamente all’esercizio in corso.
In un’altra situazione, se il pagamento avviene a fine mese per un periodo di locazione che si estende anche nel mese successivo, sarà necessario registrare un rateo passivo per il mese non ancora pagato. Questo assicura che, quando si chiuderà l'esercizio, l’ammontare totale dei costi corrispondenti ai mesi di competenza economica sia correttamente contabilizzato.
Le scritture contabili effettuate nel contesto della partita doppia fitti passivi sono particolarmente importanti, poiché queste operazioni non solo influenzano il reddito, ma incidono anche sullo Stato Patrimoniale. Quando si registrano ratei o risconti, infatti, si operano delle rettifiche che, se non eseguite correttamente, potrebbero compromettere la rappresentazione fedele della situazione patrimoniale dell’azienda. Le rettifiche sono necessarie per allineare i costi agli esercizi di competenza, evitando che un canone pagato anticipatamente o posticipatamente distorca i risultati contabili.
Un altro aspetto da considerare è la possibilità che le locazioni siano soggette a IVA. La presenza dell’IVA sui canoni di locazione aggiunge un ulteriore livello di complessità alla partita doppia fitti passivi, poiché l’impresa dovrà contabilizzare non solo il costo del canone, ma anche l’eventuale imposta che si applica sulla transazione. L’IVA, infatti, non costituisce un costo per l’impresa, ma rappresenta un credito nei confronti dello Stato, che può essere detratto dalle imposte da versare.
ESEMPI PRATICI NELLA GESTIONE DELLA PARTITA DOPPIA FITTI PASSIVI
Per comprendere meglio come funziona la partita doppia fitti passivi, è utile esaminare alcuni esempi pratici che possano chiarire come queste operazioni vengano registrate in contabilità. Immaginiamo che un’azienda abbia stipulato un contratto di locazione per un immobile destinato alla produzione di beni. Il canone trimestrale è di 6.000 euro, e l’azienda ha pagato anticipatamente per l’intero trimestre il 1° gennaio. In questo caso, il pagamento di 18.000 euro (comprensivo di IVA) sarà inizialmente registrato come segue:
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Fattura ricevuta il 1° gennaio:
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Dare: "Fitti passivi" 6.000 euro
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Dare: "IVA a credito" 1.320 euro
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Avere: "Debiti v/fornitori" 7.320 euro
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Pagamento effettuato il 1° gennaio:
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Dare: "Debiti v/fornitori" 7.320 euro
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Avere: "Banca c/c" 7.320 euro
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Scrittura di risconto il 31 dicembre (per il mese di gennaio e febbraio):
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Dare: "Risconti attivi" 6.000 euro
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Avere: "Fitti passivi" 6.000 euro
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In questo esempio, l’azienda ha pagato il canone anticipatamente per tutto il trimestre, ma, per rispettare il principio della competenza economica, ha stornato la parte del canone che riguarda il mese di marzo e ha registrato un risconto attivo che sarà utilizzato nel periodo successivo.
Un altro esempio riguarda un'azienda che, invece, paga il canone di locazione posticipatamente a fine mese, ma ha registrato l’intero importo nel mese in corso. In questo caso, al 31 dicembre dovrà essere registrato un rateo passivo per riflettere il costo effettivo di competenza del periodo, con la scrittura contabile che segue la logica della partita doppia fitti passivi:
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Scrittura di rateo passivo il 31 dicembre:
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Dare: "Fitti passivi" 4.000 euro
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Avere: "Ratei passivi" 4.000 euro
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Pagamento del canone (fine gennaio):
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Dare: "Ratei passivi" 4.000 euro
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Avere: "Debiti v/fornitori" 12.000 euro
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Avere: "Banca c/c" 12.000 euro
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In questo scenario, l’azienda ha speso la somma per il canone di locazione e ha adeguato la registrazione contabile con il rateo passivo per allinearsi al periodo di competenza.
CONCLUSIONI SULLA GESTIONE DELLA PARTITA DOPPIA FITTI PASSIVI
La gestione della partita doppia fitti passivi è un aspetto centrale della contabilità aziendale, poiché riguarda il trattamento di uno degli oneri più comuni nell’attività operativa: i canoni di locazione. La corretta applicazione dei principi contabili, in particolare quelli legati alla competenza economica e alla registrazione delle transazioni finanziarie, è fondamentale per garantire che l’impresa possa avere una visione precisa della propria situazione economica e patrimoniale.
Le scritture di assestamento, come ratei e risconti, sono strumenti essenziali per allineare le voci contabili con il periodo di competenza, evitando che il pagamento anticipato o posticipato dei canoni distorca i risultati dell’esercizio. La partita doppia fitti passivi non si limita a una semplice registrazione, ma richiede un’accurata gestione delle operazioni di locazione e un controllo costante sui flussi di cassa.
Inoltre, la corretta gestione fiscale dell'IVA sui canoni di locazione permette alle aziende di ottimizzare il loro bilancio, detraendo l'imposta pagata per i beni in locazione e garantendo che il bilancio rifletta fedelmente la situazione finanziaria dell'impresa. La consapevolezza dei meccanismi contabili e fiscali relativi ai fitti passivi è, dunque, essenziale per la gestione economica e operativa delle aziende.

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L'Autore dell'Articolo
Riccardo Allievi
Dottore Commercialista
Dopo la laurea nel 2003 all’Università Bocconi di Milano con il massimo dei voti, sceglie di intraprendere subito la strada della libera professione. Nel 2007 fonda assieme a suo fratello, socio e collega Massimiliano, lo Studio Allievi – Dottori Commercialisti con 5 sedi diverse: Abbiategrasso, Alessandria, Novara, Pavia e Vigevano. Ha creato il Corso di Contabilità più famoso e diffuso in Italia, tenuto in 93 sedi diverse da un team di 46 Dottori Commercialisti.